Decreto
Legislativo 26 maggio 2000, n. 187
"Attuazione della direttiva 97/43/Euratom in materia di protezione
sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni ionizzanti connesse
ad esposizioni mediche"
pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 7 luglio 2000 - Supplemento Ordinario
n. 105
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 5 febbraio 1999, n. 25;
Vista la direttiva 97/43/Euratom del Consiglio, del 30 giugno 1997, riguardante
la protezione sanitaria delle persone contro i pericoli delle radiazioni
ionizzanti connesse a esposizioni mediche e che abroga la direttiva 84/466/Euratom;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata
nella riunione del 18 febbraio 2000;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni
e le province autonome di Trento e di Bolzano;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati;
Considerato che il Senato della Repubblica non ha espresso il proprio parere
nel termine prescritto;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione
del 26 maggio 2000;
Sulla proposta del Ministro per le politiche comunitarie e della sanita',
di concerto con i Ministri degli affari esteri, della giustizia, del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, dell'ambiente, dell'industria,
del commercio e dell'artigianato, e del commercio con l'estero, del lavoro
e della previdenza sociale, dell'universita' e della ricerca scientifica
e tecnologica e per gli
affari regionali;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
Campo d'applicazione
1. Il presente decreto legislativo definisce i principi generali della radioprotezione
delle persone per quanto riguarda le esposizioni di cui ai commi 2 e 3.
2. Il presente decreto legislativo si applica alle seguenti esposizioni
mediche:
a) esposizione di pazienti nell'ambito della rispettiva diagnosi o trattamento
medico;
b) esposizione di persone nell'ambito della sorveglianza sanitaria professionale;
c) esposizione di persone nell'ambito di programmi di screening sanitario;
d) esposizione di persone sane o di pazienti che partecipano volontariamente
a programmi di ricerca medica o biomedica, in campo diagnostico o terapeutico;
e) esposizione di persone nell'ambito di procedure medico-legali.
3. Il presente decreto legislativo si applica inoltre alle esposizioni di
persone che coscientemente e volontariamente, al di fuori della loro occupazione,
assistono e confortano persone sottoposte a esposizioni mediche.
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) aspetti pratici: le azioni connesse ad una qualsiasi delle esposizioni
di cui all'articolo 1, comma 2, quale la manovra e l'impiego di attrezzature
radiologiche, e la valutazione di parametri tecnici e fisici, comprese le
dosi di radiazione, la calibrazione e la manutenzione dell'attrezzatura,
la preparazione e la somministrazione di radiofarmaci e lo sviluppo di pellicole;
b) attivita' radiodiagnostiche complementari: attivita' di ausilio diretto
al medico chirurgo specialista o all'odontoiatria per lo svolgimento di
specifici interventi di carattere strumentale propri della disciplina, purche'
contestuali, integrate e indilazionabili, rispetto all'espletamento della
procedura specialistica;
c) autorita' competente: l'autorita' indicata nei singoli articoli;
d) controllo della qualita': rientra nella garanzia della qualita'. Una
serie di operazioni (programmazione, coordinamento, attuazione) intese a
mantenere o a migliorare la qualita'. Esso comprende il monitoraggio, la
valutazione e il mantenimento ai livelli richiesti di tutte le caratteristiche
operative delle attrezzature che possono essere definite, misurate e controllate;
e) detrimento individuale per la salute: gli effetti negativi clinicamente
osservabili che si manifestano nelle persone o nei loro discendenti e la
cui comparsa e' immediata o tardiva e, in quest'ultimo caso, probabile ma
non certa;
f) dose al paziente: la dose somministrata ai pazienti o ad altra persona
sottoposta ad esposizioni mediche;
g) dosimetria dei pazienti: la dosimetria relativa ai pazienti o ad altre
persone sottoposte ad esposizioni mediche;
h) esercente: il soggetto che, secondo il tipo e l'organizzazione dell'impresa,
ha la responsabilita' dell'impresa stessa ovvero dell'unita' produttiva,
intesa come stabilimento o struttura finalizzata alla produzione di beni
o servizi, dotata di autonomia finanziaria e tecnico-funzionale;
i) esperto in fisica medica: una persona esperta nella fisica o nella tecnologia
delle radiazioni applicata alle esposizioni che rientrano nel campo di applicazione
del presente decreto legislativo, con una formazione ai sensi dell'articolo
7, comma 5, e che, se del caso, agisce o consiglia sulla dosimetria dei
pazienti, sullo sviluppo e l'impiego di tecniche e attrezzature complesse,
sull'ottimizzazione, sulla garanzia di qualita', compreso il controllo della
qualita', e su altri problemi riguardanti la radioprotezione relativa alle
esposizioni che rientrano nel campo di applicazione della presente direttiva;
l) esposizione: l'essere esposti a radiazioni ionizzanti;
m) garanzia della qualita': le azioni programmate e sistematiche intese
ad accertare con adeguata affidabilita' che un impianto, un sistema, un
componente o un procedimento funzionera' in maniera soddisfacente conformemente
agli standard stabiliti;
n) impianto radiologico: impianto contenente attrezzature radiologiche;
o) ispezione: l'ispezione e' il controllo da parte di un'autorita' competente
per verificare la conformita' con le disposizioni vigenti sulla protezione
radiologica per procedure medico radiologiche, attrezzature utilizzate o
impianti radiologici;
p) livelli diagnostici di riferimento: livelli di dose nelle pratiche radiodiagnostiche
mediche o, nel caso della medicina nucleare diagnostica, livelli di attivita',
per esami tipici per gruppi di pazienti di corporatura standard o fantocci
standard per tipi di attrezzatura ampiamente definiti. Tali livelli non
dovrebbero essere superati per procedimenti standard, in condizioni di applicazioni
corrette e normali riguardo all'intervento diagnostico e tecnico;
q) pratica: un'attivita' umana che puo' aumentare l'esposizione degli individui
alle radiazioni ionizzanti;
r) prescrivente: il medico chirurgo o l'odontoiatra, iscritti nei rispettivi
albi;
s) procedure medico-legali: procedimenti effettuati a fini assicurativi
o legali, anche senza indicazione clinica;
t) procedura medico-radiologica: qualunque procedimento concernente le esposizioni
mediche;
u) radiazioni ionizzanti o radiazioni: radiazioni costituite da particelle
aventi capacita' di determinare direttamente o indirettamente la formazione
di ioni o da onde elettromagnetiche aventi una lunghezza d'onda pari o inferiore
a 100 nanometri;
v) radiologico: attinente alla radiodiagnostica e ai procedimenti radioterapeutici
nonche' alla radiologia interventiva o ad altre procedure che implichino
l'uso di radiazioni ionizzanti;
z) radiodiagnostico: attinente alla radiologia diagnosticamedica, alla radiologia
odontoiatrica e alla medicina nucleare diagnostica in vivo.
2. Ai fini del presente decreto, inoltre, si intende per:
a) radioterapeutico: attinente alla radioterapia, compresa la medicina nucleare
a scopi terapeutici;
b) responsabile di impianto radiologico: il medico specialista in radiodiagnostica,
radioterapia o medicina nucleare individuato dall'esercente. Il responsabile
di impianto radiologico puo' essere lo stesso esercente qualora questo sia
abilitato a svolgere direttamente l'indagine clinica;
c) responsabilita' clinica: la responsabilita' riguardo a esposizioni mediche
individuali attribuita ad uno specialista. In particolare: giustificazione;
ottimizzazione; valutazione clinica del risultato; cooperazione con altri
specialisti e con il personale eventualmente delegato per aspetti pratici;
reperimento di informazioni, se del caso, su esami precedenti; trasmissione,
su richiesta, di informazioni radiologiche esistenti o di documenti ad altri
medici specialisti o prescriventi; informazione dei pazienti e delle altre
persone interessate, se del caso, circa i rischi delle radiazioni ionizzanti;
d) screening sanitario: il procedimento che impiega radiazioni ionizzanti
per la diagnosi precoce nei gruppi di popolazione a rischio;
e) sorveglianza sanitaria professionale: sorveglianza medica destinata ai
lavoratori secondo la vigente normativa;
f) specialista: il medico chirurgo o l'odontoiatra che ha titolo per assumere
la responsabilita' clinica per le esposizioni mediche individuali ai sensi
dell'articolo 7, commi 3 e 4;
g) verifica clinica: l'esame sistematico o il riesame di procedure medico-radiologiche
finalizzate al miglioramento della qualita' e del risultato delle cure somministrate
al paziente mediante un controllo strutturato, per cui le pratiche radiologiche,
i procedimenti e i risultati sono esaminati in base ai protocolli convenuti
per procedure medico-radiologiche di buon livello, modificando tali pratiche
se del caso, e applicando nuovi protocolli se necessario;
h) vincolo di dose: una restrizione per le dosi individuali prevedibili
che possono derivare da una determinata sorgente, cui attenersi nella fase
di pianificazione della radioprotezione tenuto conto del criterio di ottimizzazione.
3. Ai fini del presente decreto valgono, in quanto non previste ai commi
1 e 2, le definizioni di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230,
e successive modificazioni.
Art. 3.
Principio di giustificazione
1. E' vietata l'esposizione non giustificata.
2. Le esposizioni mediche di cui all'articolo 1, comma 2, devono mostrare
di essere sufficientemente efficaci mediante la valutazione dei potenziali
vantaggi diagnostici o terapeutici complessivi da esse prodotti, inclusi
i benefici diretti per la salute della persona e della collettivita', rispetto
al danno alla persona che l'esposizione potrebbe causare, tenendo conto
dell'efficacia, dei vantaggi e dei rischi di tecniche alternative disponibili,
che si propongono lo stesso obiettivo, ma che non comportano un'esposizione,
ovvero comportano una minore esposizione alle radiazioni ionizzanti. In
particolare:
a) tutti i nuovi tipi di pratiche che comportano esposizioni mediche devono
essere giustificate preliminarmente prima di essere generalmente adottate;
b) i tipi di pratiche esistenti che comportano esposizioni mediche possono
essere riveduti ogni qualvolta vengano acquisite prove nuove e rilevanti
circa la loro efficacia o le loro conseguenze;
c) il processo di giustificazione preliminare e di revisione delle pratiche
deve svolgersi nell'ambito dell'attivita' professionale specialistica tenendo
conto dei risultati della ricerca scientifica.
3. Il Ministero della sanita' puo' vietare, sentito il Consiglio superiore
di sanita', tipi di esposizioni mediche non giustificati.
4. Tutte le esposizioni mediche individuali devono essere giustificate preliminarmente,
tenendo conto degli obiettivi specifici dell'esposizione e delle caratteristiche
della persona interessata. Se un tipo di pratica che comporta un'esposizione
medica non e' giustificata in generale, puo' essere giustificata invece
per il singolo individuo in circostanze da valutare caso per caso.
5. Il prescrivente e lo specialista, per evitare esposizioni non necessarie,
si avvalgono delle informazioni acquisite o si assicurano di non essere
in grado di procurarsi precedenti informazioni diagnostiche o documentazione
medica pertinenti alla prevista esposizione.
6. Le esposizioni mediche per la ricerca clinica e biomedica sono valutate
dal comitato etico istituito ai sensi della norme vigenti.
7. Le esposizioni di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), che non presentano
un beneficio diretto per la salute delle persone esposte, devono essere
giustificate in modo particolare e devono essere effettuate secondo le indicazioni
di cui all'articolo 4, comma 6.
8. Le esposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, devono mostrare di essere
sufficientemente efficaci per la salute del paziente, tenendo conto dei
vantaggi diretti, dei vantaggi per le persone di cui all'articolo 1, comma
3, nonche' del danno che l'esposizione potrebbe causare; le relative giustificazioni
e i relativi vincoli di dose sono quelli indicati nell'allegato I, parte
I.
9. Le esposizioni di cui all'articolo 1, comma 3, sono vietate nei confronti
dei minori di 18 anni e delle donne con gravidanza in atto.
Art. 4
Principio di ottimizzazione
1. Tutte le dosi dovute a esposizioni mediche per scopi radiologici di cui
all'articolo 1, comma 2, ad eccezione delle procedure radioterapeutiche,
devono essere mantenute al livello piu' basso ragionevolmente ottenibile
e compatibile con il raggiungimento dell'informazione diagnostica richiesta,
tenendo conto di fattori economici e sociali; il principio di ottimizzazione
riguarda la scelta delle attrezzature, la produzione adeguata di un'informazione
diagnostica appropriata o del risultato terapeutico, la delega degli aspetti
pratici, nonche' i programmi per la garanzia di qualita', inclusi il controllo
della qualita', l'esame e la valutazione delle dosi o delle attivita' somministrate
al paziente.
2. Per tutte le esposizioni mediche a scopo terapeutico di cui all'articolo
1, comma 2, lettera a), lo specialista deve programmare individualmente
l'esposizione dei volumi bersaglio tenendo conto che le dosi a volumi e
tessuti non bersaglio devono essere le piu' basse ragionevolmente ottenibili
e compatibili con il fine radioterapeutico perseguita con l'esposizione.
3. Ai fini dell'ottimizzazione dell'esecuzione degli esami radiodiagnostici
si deve tenere conto dei livelli diagnostici di riferimento (LDR) secondo
le linee guida indicate nell'allegato II.
4. Le procedure di giustificazione e di ottimizzazione della ricerca scientifica
comportante esposizioni a radiazioni ionizzanti di cui all'articolo 1, comma
2, lettera d), si conformano a quanto previsto nell'allegato III. Nei casi
in cui i programmi di ricerca non siano suscettibili di produrre benefici
diretti sulla persona esposta, si applicano comunque le disposizioni di
cui all'articolo 99 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
5. In deroga a quanto stabilito al comma 4, nel caso di pazienti che accettano
volontariamente di sottoporsi a trattamento sperimentale terapeutico o diagnostico
e che si aspettano di ricevere un beneficio terapeutico o diagnostico da
tale trattamento, lo specialista programma su base individuale i livelli
massimi delle dosi.
6. Particolare attenzione deve essere posta a che la dose derivante da esposizione
medico-legale di cui all'articolo 1, comma 2, lettera e), sia mantenuta
al livello piu' basso ragionevolmente ottenibile.
7. Le procedure di ottimizzazione e i vincoli di dose per le esposizioni
di cui all'articolo 1, comma 3, di soggetti che coscientemente e volontariamente
collaborano, al di fuori della loro occupazione, all'assistenza ed al conforto
di pazienti sottoposti a diagnosi o, se del caso, a terapia, sono quelli
indicati nell'allegato I, parte II.
8. Nel caso di un paziente sottoposto ad un trattamento o ad una diagnosi
con radianuclidi, se del caso, il medico nucleare o il radioterapista fornisce
al paziente stesso o al suo tutore legale istruzioni scritte volte a ridurre,
per quanto ragionevolmente conseguibile, le dosi per le persone in diretto
contatto con il paziente, nonche' le informazioni sui rischi delle radiazioni
ionizzanti. Tali istruzioni sono impartite prima di lasciare la struttura
sanitaria.
9. Per quanto riguarda l'attivita' dei radionuclidi presenti nel paziente
all'atto dell'eventuale dimissione da strutture protette, si applica, in
attesa dell'emanazione del decreto previsto dall'articolo 105, comma 1,
del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, quanto previsto nell'allegato
I, parte II.
Art. 5.
Responsabilita'
1. Fermo restando quanto previsto all'articolo 3, comma 6, le esposizioni
mediche sono effettuate dallo specialista su richiesta motivata del prescrivente.
La scelta delle metodologie e tecniche idonee ad ottenere il maggior beneficio
clinico con il minimo detrimento individuale e la valutazione sulla possibilita'
di utilizzare tecniche sostitutive non basate su radiazioni ionizzanti compete
allo specialista.
2. Ogni esposizione medica di cui all'articolo 1, comma 2, e' effettuata
sotto la responsabilita' dello specialista.
3. Gli aspetti pratici per l'esecuzione della procedura o di parte di essa
possono essere delegati dallo specialista al tecnico sanitario di radiologia
medica o all'infermiere o all'infermiere pediatrico, ciascuno nell'ambito
delle rispettive competenze professionali.
4. Le procedure da seguire nel caso di esami medico-legali sono quelle previste
nell'ambito della disciplina vigente in materia.
5. L'esercente ha l'obbligo di identificare il responsabile dell'impianto
radiologico.
6. Le esposizioni di persone a scopo di ricerca scientifica clinica possono
essere effettuate soltanto con il consenso scritto delle persone medesime,
previa informazione sui rischi connessi con l'esposizione alle radiazioni
ionizzanti.
Art. 6.
Procedure
1. Il Ministero della sanita' adotta linee guida per le procedure inerenti
le pratiche radiologiche clinicamente sperimentato, nonche' raccomandazioni
ai prescriventi relative ai criteri di riferimento, ivi comprese le dosi,
per le esposizioni mediche che consentono di caratterizzare la prestazione
sanitaria connessa con la pratica; tali linee guida sono pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale.
2. Il responsabile dell'impianto radiologico provvede a che, per ciascun
tipo di pratica radiologica standardizzata ai sensi del comma 1, siano adottati
protocolli scritti di riferimento per ciascuna attrezzatura.
3. L'esercente e il responsabile dell'impianto radiologico, nell'ambito
delle rispettive competenze, garantiscono che nelle procedure inerenti la
radioterapia lo specialista si avvalga di un esperto in fisica medica e
che nelle attivita' di medicina nucleare in vivo sia disponibile un esperto
in fisica medica. Nelle linee guida di cui al comma 1 sono eventualmente
stabilite le altre pratiche radiologiche in cui debba essere previsto l'intervento
di un esperto in fisica medica per consulenza sull'ottimizzazione, ivi compresa
la dosimetria dei pazienti e la garanzia di qualita', compreso il controllo
di qualita', nonche' per consulenza su problemi connessi con la radioprotezione
relativa alle esposizioni mediche, se richiesto.
4. Il Ministero della sanita', sentito il Consiglio superiore di sanita'
e tenendo conto dell'evoluzione scientifica, nonche' degli orientamenti
dell'Unione europea ed internazionali, adotta, con provvedimenti da pubblicarsi
nella Gazzetta Ufficiale, raccomandazioni concernenti le verifiche cliniche
che debbono essere effettuate nell'ambito dell'esercizio professionale specialistico.
5. Il responsabile dell'impianto radiologico verifica ogni due anni i livelli
diagnostici di riferimento utilizzati nelle procedure di cui all'allegato
II. In caso di superamento costante dei livelli diagnostici lo segnala all'esercente
che adotta gli interventi correttivi necessari per conformarsi alle linee
guida di cui all'allegato II. I risultati della verifica e gli interventi
correttivi eventualmente effettuati sono annotati su apposito registro.
Art. 7.
Formazione
l. Negli ordinamenti didattici dei corsi di laurea di medicina e chirurgia
e di odontoiatria, dei diplomi di specializzazione in radiodiagnostica,
radioterapia, medicina nucleare, fisica sanitaria, e delle altre specializzazioni
mediche che possono comportare attivita' radiodiagnostiche complementari
all'esercizio clinico, nonche' dei corsi di diploma universitario delle
facolta' di medicina e chirurgia di cui all'articolo 6 del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche, e' inserita l'attivita'
didattica in materia di radioprotezione nell'esposizione medica secondo
i contenuti di cui all'allegato IV.
2. I dirigenti dell'area sanitaria che operano nei settori pubblici e privati
comportanti esposizioni mediche, nonche' i professionisti sanitari dell'area
tecnica, infermieristica e della riabilitazione individuati ai sensi dell'articolo
6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche,
che operano nei medesimi ambienti, dovranno acquisire, ove non previste
dall'ordinamento dei rispettivi corsi di diploma, di laurea o di specializzazione,
le adeguate conoscenze circa le procedure e le norme di radioprotezione
per gli specifici compiti professionali.
3. L'esercizio professionale specialistico della radiodiagnostica, della
radioterapia e della medicina nucleare e' consentito ai laureati in medicina
e chirurgia, abilitati all'esercizio professionale ed iscritti all'albo,
in possesso dello specifico diploma di specializzazione o di un diploma
di specializzazione in una delle discipline equipollenti ai sensi del decreto
del Ministro della sanita' 30 gennaio 1998, pubblicato nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale 14 febbraio 1998, n. 37, e successive modificazioni.
4. Le attivita' radiodiagnostiche complementari all'esercizio clinico possono
essere svolte dal medico chirurgo in possesso della specializzazione nella
disciplina in cui rientra l'intervento stesso o dall'odontoiatra nell'ambito
della propria attivita' professionale specifica.
5 Le attivita' dell'esperto in fisica medica sono quelle dirette prevalentemente
alla valutazione preventiva,ottimizzazione e verifica delle dosi impartite
nelle esposizioni mediche, nonche' ai controlli di qualita' degli impianti
radiologici. L'esercizio di tali attivita' e' consentito ai laureati in
fisica in possesso del diploma di specializzazione in fisica sanitaria o
ad esso equipollente ai sensi del citato decreto 30 gennaio 1998. L'esercizio
e' consentito, altresi', ai laureati in fisica, chimica ed ingegneria, privi
di specializzazione, che, alla data di entrata in vigore del presente decreto,
abbiano svolto, in strutture del servizio sanitario nazionale o in strutture
accreditate, cinque anni di servizio nella disciplina di fisica sanitaria
o nelle discipline equipollenti cosi' come definiti nel citato decreto 30
gennaio 1998.
6. Il controllo di qualita' di cui all'articolo 8, comma 2, lettera a),
puo' essere svolto dal tecnico sanitario di radiologia medica.
7. I responsabili dei programmi di formazione assicurano che la partecipazione
agli aspetti pratici di coloro che seguono tali programmi avvenga sotto
la loro responsabilita', gradualmente secondo le cognizioni acquisite.
8. Il personale che opera in ambiti professionali direttamente connessi
con l'esposizione medica deve seguire corsi di formazione con periodicita'
quinquennale; nell'ambito della formazione continua di cui all'articolo
16-bis, del citato decreto legislativo n. 502 del 1992, e' previsto un programma
in materia di radioprotezione.
9. Alla formazione continua di cui al citato decreto n. 502 del 1992 possono
essere ammessi anche professionisti che operano al di fuori delle aziende
e delle istituzioni di cui allo stesso decreto, con oneri a carico dell'interessato.
10. L'organizzazione della formazione continua di cui al comma 8 puo' essere
affidata dalle autorita' regionali alle associazioni e alle societa' scientifiche
accreditate che comprendono tra le finalita', oltre alla radioprotezione,
uno dei seguenti settori: radiodiagnostica, radioterapia, medicina nucleare
o fisica sanitaria, relativamente all'esperto in fisica medica, e che siano
maggiormente rappresentative di coloro che operano professionalmente nelle
specifiche specialita'; esse si avvalgono delle societa' scientifiche accreditate
che comunque abbiano la radioprotezione del paziente tra le proprie finalita'.
La certificazione sull'esito dell'accertamento del possesso delle conoscenze
delle misure di radioprotezione e' rilasciata dal presidente dell'associazione
o societa' scientifica.
11. L'esercizio professionale specialistico della radiodiagnostica, della
radioterapia e della medicina nucleare e', altresi', consentito al personale
medico chirurgo, privo di specializzazione, che abbia svolto cinque anni
di servizio nella corrispondente disciplina alla data di entrata in vigore
del presente decreto.
12. Le attivita' radiodiagnostiche complementari all'esercizio clinico possono
essere svolte, altresi', dal medico chirurgo, privo di specializzazione,
che abbia svolto cinque anni di servizio nella disciplina stessa alla data
di entrata in vigore del presente decreto.
13. Colui che, al momento della pubblicazione del presente decreto, e' in
possesso di una delle abilitazioni prescritte dall'articolo 78 del decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 230, e iscritto nell'elenco di cui allo stesso
articolo puo' continuare ad esercitare l'attivita' di controllo di qualita'
delle apparecchiature radiologiche ed e' soggetto a quanto prescritto dai
commi 8 e 9.
Art. 8.
Attrezzature
1. Le regioni nell'ambito del sistema previsto dal decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche, per evitare l'inutile proliferazione
di attrezzature radiologiche, provvedono affinche':
a) tutte le attrezzature radiologiche in uso siano tenute sotto stretta
sorveglianza per quanto riguarda la radioprotezione e solo strutture autorizzate
intraprendano pratiche mediche comportanti esposizioni;
b) l'esercente tenga un inventario aggiornato delle attrezzature radiologiche;
c) le autorizzazioni vengano concesse sulla base dei criteri di pianificazione
sanitaria regionale, tenuto conto degli aspetti economici e sociali e della
necessita' di evitare la inutile proliferazione di attrezzature radiologiche.
2. Il responsabile dell'impianto radiologico, avvalendosi dell'esperto in
fisica medica, provvede:
a) a che siano intrapresi adeguati programmi di garanzia della qualita',
compreso il controllo di qualita', nonche' di valutazione della dose o dell'attivita'
somministrata ai pazienti;
b) a che siano effettuate prove di accettazione prima dell'entrata in uso
delle attrezzature radiologiche e quindi prove di funzionamento sia a intervalli
regolari che dopo ogni intervento rilevante di manutenzione. In base ai
risultati delle prove il responsabile dell'impianto esprime il giudizio
di idoneita' all'uso clinico delle attrezzature.
3. Il responsabile dell'impianto radiologico, avvalendosi dell'incaricato
dell'esecuzione dei controlli di qualita', predispone il protocollo di esecuzione
delle prove necessarie ad esprimere il proprio giudizio di idoneita'.
4. Il Ministero della sanita', sentito il Consiglio superiore di sanita'
e tenendo conto dell'evoluzione tecnico-scientifica, nonche' degli orientamenti
dell'Unione europea e internazionali, elabora e diffonde linee guida concernenti
i criteri specifici di accettabilita' dell'attrezzatura, al fine di indicare
quando e' necessario un adeguato intervento correttivo, che includa eventualmente
l'ipotesi di mettere l'attrezzatura fuori servizio. In sede di prima applicazione
si applica quanto previsto dall'allegato V.
5. Il responsabile dell'impianto radiologico, quando accerta il verificarsi
delle ipotesi indicate nei criteri di cui al comma 4, segnala all'esercente
la necessita' di adottare gli opportuni interventi correttivi ovvero quelli
opportuni per ovviare agli inconvenienti, compreso quello di mettere fuori
servizio le attrezzature.
6. Per quanto riguarda la fluoroscopia, gli esami senza intensificazione
dell'immagine o tecniche analoghe non sono giustificati e sono pertanto
vietati.
7. Gli esami fluoroscopici senza dispositivo per controllare il rateo di
dose sono limitati a casi giustificati da esigenze diagnostiche o terapeutiche.
8. In caso di utilizzazione di un'attrezzatura radiodiagnostica di nuova
installazione, questa attrezzatura deve essere munita, se fattibile, di
un dispositivo che informi lo specialista circa la quantita' di radiazioni
ionizzanti prodotte dall'attrezzatura nel corso della procedura radiologica.
9. I dati relativi ai programmi, ai controlli e alle prove di cui al comma
2 sono registrati e conservati per almeno cinque anni, a cura del responsabile
dell'impianto radiologico, anche su supporto informatico; in tale caso,
deve essere garantita la permanenza delle registrazioni, anche mediante
la duplicazione del supporto.
Art. 9.
Pratiche speciali
l. L'esercente e il responsabile dell'impianto radiologico, nell'ambito
delle rispettive competenze e tenuto conto dei principi di giustificazione
e ottimizzazione e assicurandosi, in modo particolare, che siano state rispettate
le disposizioni di cui all'articolo 8, comma 1, lettera a), 2 e 4, utilizzano
attrezzature radiologiche e tecniche e adeguate attrezzature ausiliarie
per le esposizioni mediche che riguardano:
a) bambini;
b) programmi di screening;
c) procedure comportanti alte dosi per il paziente, quali la radiologia
interventistica, la tomografia computerizzata o la radioterapia.
2. Nell'ambito dei programmi di formazione di cui all'articolo 7, comma
9, devono essere fornite informazioni specifiche sulle modalita' di attuazione
delle esposizioni di cui al comma l.
3. Per le esposizioni di cui al comma 1, ad eccezione della radioterapia
il responsabile dell'impianto radiologico provvede affinche' un esperto
in fisica medica esegua periodiche valutazioni dosimetriche. L'esercente
ed il responsabile dell'impianto radiologico, per quanto di rispettiva competenza,
tengono conto di tali valutazioni dosimetriche per adottare misure correttive
eventualmente necessarie e compatibili con le finalita' diagnostiche.
4. Nelle attivita' di radioterapia il responsabile dell'impianto radiologico
avvalendosi dell'esperto di fisica medica predispone le procedure per la
valutazione delle dosi somministrate ai pazienti durante i trattamenti di
radioterapia e ne verifica la corretta applicazione.
5. Nelle esposizioni di cui al comma 1, il giudizio sulla qualita' tecnica
della prestazione e della procedura diagnostica o terapeutica e il giudizio
di accettabilita' sono espressi dal responsabile dell'impianto radiologico.
6. L'esercente e il responsabile dell'impianto radiologico tengono conto
delle raccomandazioni e delle indicazioni comunitarie ed internazionali
riguardanti i programmi di assicurazione della qualita' e i criteri di accettabilita'
delle attrezzature da dedicare alle esposizioni di cui al comma l.
Art. 10.
Protezione particolare durante la gravidanza e l'allattamento
1. Il prescrivente e, al momento dell'indagine diagnostica o del trattamento,
lo specialista devono effettuare un'accurata anamnesi allo scopo di sapere
se la donna e' in stato di gravidanza, e si informano, nel caso di somministrazione
di radiofarmaci, se allatta al seno.
2. Lo specialista considera la dose che derivera' all'utero a seguito della
prestazione diagnostica o terapeutica nei casi in cui la gravidanza non
possa essere esclusa. Se la dose e' superiore a 1 mSv sulla base della valutazione
dosimetrica pone particolare attenzione alla giustificazione, alla necessita'
o all'urgenza, considerando la possibilita' di procrastinare l'indagine
o il trattamento. Nel caso in cui l'indagine diagnostica o la terapia non
possano essere procrastinate informa la donna o chi per essa dei rischi
derivanti all'eventuale nascituro. Nel caso in cui si debba procedere comunque
all'esposizione lo specialista deve porre particolare attenzione al processo
di ottimizzazione riguardante sia la madre che il nascituro.
3. Nei casi di somministrazione di radiofarmaci a donne che allattano al
seno particolare attenzione e' rivolta alla giustificazione, tenendo conto
della necessita' o dell'urgenza, e all'ottimizzazione, che deve essere tale
sia per la madre che per il figlio; le prescrizioni dello specialista, in
questi casi, possono comportare anche la sospensione temporanea o definitiva
dell'allattamento.
4. Le raccomandazioni per le esposizioni di cui ai commi 2 e 3 sono quelle
riportate nell'allegato VI.
5. Fermo restando quanto disposto ai commi 1, 2 e 3, l'esercente delle strutture
dove si svolgono indagini o trattamenti con radiazioni ionizzanti deve assicurarsi
che vengano esposti avvisi atti a segnalare il potenziale pericolo per l'embrione,
il feto o per il lattante, nel caso di somministrazione di radiofarmaci;
tali avvisi devono esplicitamente invitare il paziente a comunicare allo
specialista lo stato di gravidanza, certa o presunta, o l'eventuale situazione
di allattamento.
Art. 11.
Esposizioni potenziali
l. Il responsabile dell'impianto radiologico adotta tutte le misure ragionevolmente
attuabili, tenendo conto dei fattori economici e sociali, per ridurre la
probabilita' e l'entita' di dosi, accidentali o non intenzionali, ai pazienti
nel corso di pratiche radiologiche.
2. Le istruzioni per il funzionamento e i protocolli scritti di cui all'articolo
6, comma 1, nonche' quanto previsto dai programmi di garanzia della qualita'
di cui all'articolo 8, comma 2, ed i criteri di cui all'articolo 8, comma
4, dovranno essere redatti, ai fini della prevenzione degli incidenti, tenendo
conto dei rischi potenziali sulla base degli incidenti avvenuti in pratiche
mediche aventi caratteristiche analoghe, nonche' delle raccomandazioni e
delle esperienze internazionali in materia.
Art. 12.
Valutazione delle dosi alla popolazione
1. L'esercente ed il responsabile dell'impianto radiologico, per quanto
di rispettiva competenza, provvedono affinche' le indagini ed i trattamenti
con radiazioni ionizzanti vengano registrati singolarmente, anche in forma
sintetica.
2. Le regioni provvedono a valutare le esposizioni a scopo medico con riguardo
alla popolazione regionale e a gruppi di riferimento della stessa, tenendo
conto sia dei dati complessivi dell'attivita' sanitaria in loro possesso
sia predisponendo indagini campionarie sui dati registrati di cui al comma
1.
3. Le valutazioni di cui al comma 2, vengono comunicate al Ministero della
sanita' entro un anno dalla data di entrata in vigore del presente decreto
e successivamente con frequenza quinquennale.
4. La registrazione dei dati di cui al comma 1 puo' avvenire anche su supporto
informatico.
Art. 13.
Ispezione
1. La vigilanza sull'applicazione del presente decreto spetta in via esclusiva
agli organi del Servizio sanitario nazionale competenti per territorio.
Art. 14.
Apparato sanzionatorio
1. La violazione degli obblighi di cui all'articolo 3, in tema di giustificazione,
ed all'articolo 4, in tema di ottimizzazione, e' punita con l'arresto sino
a tre mesi o con l'ammenda da lire cinque milioni a lire venti milioni.
2. L'esposizione di persone a scopo di ricerca scientifica clinica, senza
il loro consenso, in violazione dell'obbligo di cui all'articolo 5, comma
6, e' punita con l'arresto da due a sei mesi o con l'ammenda da lire venti
milioni a lire ottanta milioni. Ogni altra violazione delle disposizioni
di cui al medesimo articolo 5 e' punita con l'arresto fino a quindici giorni
o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni.
3. La violazione degli obblighi di cui agli articoli 6, comma 3, 8, commi
2, 6 e 7, 9, 10, 11 e 12, comma 1, e' punita con l'arresto fino a quindici
giorni o con l'ammenda da lire un milione a lire cinque milioni.
Art. 15.
Abrogazione
l. Dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono abrogati gli
articoli da 109 a 114 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230.
2. Le disposizioni del presente decreto si applicano a partire dal 1o gennaio
dell'anno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
3. Il Ministro della sanita', con proprio decreto, sentito il Consiglio
superiore di sanita', provvede a dare attuazione alle disposizioni che saranno
adottate dalla Comunita' europea per le parti in cui modificano modalita'
esecutive e caratteristiche di ordine tecnico degli allegati; tale decreto
e' adottato, di concerto con i Ministri dell'ambiente, del lavoro e della
previdenza sociale e dell'industria, del commercio e dell'artigianato, ogni
qualvolta tali disposizioni prevedano, per l'attuazione di tali punti, poteri
discrezionali.
ALLEGATO I
Procedure di giustificazione e relativi vincoli di dosi ed ottimizzazione
per coloro che assistono e confortano persone sottoposte ad esposizioni
mediche.
Parte I
Giustificazione (articolo 3, comma 7)
1. L’esposizione delle persone di cui all’articolo 1, comma
3, è giustificata se:
a) collaborano a posizionare o a sorreggere pazienti, nel caso di esami
radiodiagnostici;
b. accolgono, assistono e confortano pazienti portatori di radioattività
in seguito a prestazioni diagnostiche
c. accolgono, visitano, assistono e confortano pazienti portatori di radioattività
a seguito di trattamento radioterapeutico. Particolare attenzione deve essere
posta nell’esposizione di donne in età fertile che alla richiesta
dello specialista dichiarino di non poter escludere una incipiente gravidanza.
1. I lavoratori operanti nella struttura ove viene effettuata la prestazione,
ancorchè prestino assistenza e conforto ai pazienti, non rientrano
nelle categorie sopra indicate.
2. I vincoli di dose efficaci per ogni prestazione diagnostica o nell’arco
di un ciclo terapeudico sono i seguenti:
a. per gli adulti di età inferiore ai 60 anni: 3mSv;
b. per persone d’età uguale o superiore ai 60 anni: 10mSv.
Parte II
Ottimizzazione (articolo 4, comma 7)
1. L’esposizione di persone di cui all’articolo 1, comma 3,
deve limitarsi a casi di stretta necessità e debbono essere scoraggiate
esposizioni ripetute o abituali.
2. Nel caso di indagini radiologiche il tecnico sanitario di radiologia
medica che esegue l’esame fornisce presidi radioprotezionistici (camici
piombati, guanti, ecc.) idonei a proteggere chi presta assistenza.
3. Nel caso di pazienti degenti per trattamenti di brachiterapia o di terapia
radiometabolica lo specialista valuta l’opportunità di visite
ai pazienti stessi.
4. Nel caso di indagini diagnostiche con radionuclidi misure specifiche
intese alla limitazione della dose assorbita dalle persone di cui all’articolo
4 e dal pubblico sono fornite al paziente medico nucleare che effettua l’indagine,
qualora lo stesso lo ritenga necessario.
5. Nei trattamenti terapeutici di terapia radiometabolica, o di brachiterapia
con impianti permanenti, lo specialista responsabile del reparto di degenza
dimette il paziente previa valutazione del rispetto delle prescrizioni formulate
ai fini di assicurare la sorveglianza fisica della radio protezione.
6. Non è necessario un ricovero protetto ai seguenti casi:
a. terapia per ipertiroidismo con 131I per attività somministrata
fino a 600 MBq;
b. terapia per disordini mieloproliferativi con 32P per attività
somministrata fino a 260 MBq.
c. trattamento delle metastasi scheletriche con 32P per attività
fino a 110 MBq, con 89Sr per attività fino a 150 MBq, con 186Re per
attività fino a 1.3 GBq, e con 153 Sm fino a 3 GBq;
d. terapia endoarticolaredi affezioni non neoplastiche con 90Y per attività
fino a 200 MBq, con 186 Re fino a 200 MBq e con 169 Er fino a 40 MBq.
1. Ogni altra terapia radiometabolica, incluse le pratiche sperimentali,
deve venir effettuata in ricovero protetto, con raccolta delle deiezioni
dei pazienti.
2. In tutti i casi devono essere fornite al paziente e rese note ai suoi
familiari informazioni sui rischi dell’esposizione a radiazioni ionizzanti,
istruzioni e norme di comportamento atte ad evitare che vengano superati
i vincoli di dose indicati al numero 3, per le persone di cui all’articolo
1, comma 3, nonché i limiti di dose per le persone del pubblico.
ALLEGATO II
Livelli diagnostici di riferimento: linea guida
1. Definizione e scopo
Scopo di queste Linee Guida è la definizione di livelli diagnostici
da usare come riferimento (LDR) nei programmi di assicurazione di qualità
in radiodiagnostica e in medicina nucleare.
I LDR vanno intesi come strumenti di lavoro per ottimizzare le prestazioni.
Sono grandezze (tempi, ctdi, attività ecc.) facilmente misurabili
e tipiche per ogni procedura diagnostica. I LDR , avendo valore di standard,
non si riferiscono a misure di dose assorbita dal singolo paziente e non
devono essere utilizzati al di fuori di programmi di miglioramento della
qualità in radiodiagnostica.
2 Compiti delle strutture di radiodiagnostica e di diagnostica medico-nucleare.
Il responsabile dell’impianto radiologico è tenuto, per le
prestazioni per le quali sono stati definiti i LDR e per ogni apparecchiatura
e procedura definita, a promuovere, con periodicità biennale la verifica
dei livelli diagnostici nelle varie procedure utilizzate e ad annotarne
il risultato.
Le verifiche, devono essere effettuate, su richiesta del responsabile delle
apparecchiature, dal fisico specialista seguendo le modalità indicate
dai documenti della Commissione Europea EUR 16260, EUR 16261, EUR 16262
ed EUR 16263 e successive modifiche e integrazioni.
Le annotazioni concernenti la determinazione delle verifiche di cui al comma
precedente devono essere rese disponibili, su richiesta, alle autorità
sanitarie competenti per territorio.
Qualora il responsabile dell’impianto radiologico constati che i valori
di tali verifiche superano, senza motivo clinico, i LDR indicati egli è
tenuto a promuovere le necessarie azioni correttive e a verificarne il risultato.
L’esercente è tenuto, su segnalazione del responsabile delle
apparecchiature, a provvedere alle azioni correttive che non possano esser
effettuate dal responsabile stesso.
|
Tabella A - RADIODIAGNOSTICA LDR |
|
|
Esami: |
Dose d'ingresso
(mGy) |
| Addome |
10 |
| Urografia
(per ripresa) |
10 |
| Cranio AP |
5 |
| PA |
5 |
| Lat |
3 |
| Torace PA |
0.4 |
| Lat |
1.5 |
| Rachide Lombare AP |
10 |
| Lat |
30 |
| Rachide Lombo-Sacrale |
40 |
| Pelvi AP |
10 |
| Mammografia CC | 10
mGy (dose di ingresso con griglia) |
|
RADIOLOGIA PEDIATRICA |
|
|
Esami: |
Dose d'ingresso (? Gy) |
| Addome 1000 | 5 anni ** |
| Torace PA/AP | 100 (5 anni) |
| Lat | 200
(5 anni) |
| AP | 80
(neonati) |
| Cranio PA/AP | 1500
(5 anni) |
| Lat | 1000
(5 anni) |
| Pelvi AP |
200
(neonati) |
| AP | 900
(5 anni) |
| TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA |
||
| ESAMI: |
CTDIw(mGy) |
DLP (MGycm) |
| Testa |
60 |
1050 |
| Torace |
30 |
650 |
| Addome |
35 |
800 |
| Pelvi |
35 |
600 |
* Riferita alla superficie del paziente (Rif. 1,2,4)
** Viene indicata l’età dei pazienti di riferimento per la
determinazione della dose
° CTDIw: Indice di dose tomografica pesata (Rif. 3)
°° DLP: Prodotto dose-lunghezza (Rif. 3)
Tabella
B - DIAGNOSTICA IN VIVO MEDICO-NUCLEARE: LDR |
||
| Esame |
Radiofarmaco |
LDR (MBq) |
| Captazione tiroidea | 123-I-ioduro |
2 |
| Captazione tiroidea | 131-I-ioduro |
0.37 |
| Scintigrafia tiroidea | 123-I-ioduro |
20 |
| Scintigrafia tiroidea | 99m-Tc-pertecnetato |
150 |
| Scintigrafia delle paratiroidi | 201-Ti-cloruro |
110 |
| Scintigrafia delle paratiroidi | 99m-Tc-MIBI |
740 |
| Scintigrafia delle paratiroidi | 99m- Tc-pertecnetato |
110 |
| Scintigrafia surrenalica corticale | 75-Se-selenometilcolesterolo |
12 |
| Scintigrafia surrenalica corticale | 131-I-norcolesterolo (NP59) |
37 |
| Scintigrafia renale | 99m-Tc-DMSA |
160 |
| Scintigrafia sequenziale renale | 99m-Tc-DTPA |
200 |
| Scintigrafia sequenziale renale | 99m-Tc-MAG3 |
160 |
| Scintigrafia sequenziale renale | 123-I-hippuran |
74 |
| Scintigrafia epatica | 99m-Tc-colloidi |
110 spet:200 |
| Scintigrafia sequenziale epatobiliare | 99m-Tc-IDA |
185 |
| Transito esofago gastroduodenale | 99m-Tc-ingesti solidi e liquidi |
80 |
| Transito esofago gastroduodenale | 111-In-ingesti solidi e liquidi |
12 |
| Valutazione della mucosa gastrica eterotopica | 99m-Tc-pertecnetato |
185 |
| Scintigrafia miocardica di perfusione | 99m-Tc-MIBI (o tetrofosmina) | 370-1100 (riposo e test ergometrico: 1 giorno) |
| Scintigrafia miocardica di perfusione | 99m-Tc-MIBI (o tetrofosmina) |
740+740 (test ergometrico e riposo:2giorni) |
| Scintigrafia miocardica di perfusione | 99m-Tc-MIBI (o tetrofosmina) |
1100 (Gated SPET) |
| Scintigrafia miocardica di perfusione | 201-ti-cloruro |
110 (se reiniezione: +37) |
| Esame |
Radiofarmaco |
LDR (MBq) |
| Angicardioscintigrafia di primo passaggio | 99m-Tc-DTPA |
740 |
| Angiocardioscintigrafia all'equilibrio (ed altri studi di blood pool) | 99m-Tc-emazie |
925 |
| Scintigrafia cerebrale | 99m-Tc-DTPA |
740 |
| Tomoscintigrafia cerebrale (SPET) | 99m-Tc-HMPAO |
740 |
| Tomoscintigrafia cerebrale (SPET) | 99m-Tc-ECD |
740 |
| Scintigrafia polmonare perfusionale | 99m-Tc-MAA |
160 (SPET:200) |
| Scintigrafia polmonare ventilatoria | 133-Xe |
550 |
| Scintigrafia polmonare ventilatoria | 99m-Tc-aerosol |
1100 nel nebulizzatore; 5' max. nebulizzazione |
| Scintigrafia ossea o articolare | 99m-Tc-difosfonati |
600 <30 anni |
| Scintigrafia ossea o articolare | 99m-Tc-difosfonati |
740 30-50 anni |
| Scintigrafia ossea o articolare | 99m-Tc-difosfonati |
900 > 50 anni |
| Tomoscintigrafia ossea o scintigrafia polifasica | 99m-Tc-difosfonati |
900 |
| Scintigrafia del midollo osseo | 99m-Tc colloidi |
400 |
| Scintigrafia con tracciati immunologici | 99m_Tc-MoAb |
900 |
| Scintigrafia con tracciati immunologici | 111-In-MoAb |
185 |
| Scintigrafia con tracciati immunologici | 131-I-MoAb |
110 |
| Studio scintig.di neoplasie | 201-TI-cloruro |
185 |
| Studio scintig.di neoplasie | 99m-Tc-MIBI (o tetrafosmina) |
740 |
| Studio scintig. di neoplasie | 67-Ga-citrato |
185 |
| Studio scintig. di neoplasie | 131-I-MIBG |
55 |
| Studio scintig. di neoplasie | 123-I-MIBG |
185 |
| Studio scintig. di neoplasie | 131-I-ioduro (total body) |
200 |
| Studio scintig.di neoplasie | 111-In-octreotide |
185 |
| Studio scintig.di neoplasie | 99m-Tc-DMSA (V) |
400 |
| Studio scint. di processi flogistici | 111-In-leucociti |
20 |
| Studio scint. di processi flogistici | 99m-Tc-leucociti |
370 |
| Studio scint. di processi flogistici | 67-Ga-citrato |
110 |
| Scintigrafia linfatica e linfoghiandolare | 99m-Tc-colloidi |
74 (fratti in più iniezioni) |
ADDENDUM ALLA TABELLA B
1) I LDR si riferiscono a persona adulta, con massa corporea non inferiore
ai 60 Kg, presumibilmente esente da alterazioni rilevanti del metabolismo
e/o eliminazione dei radiofarmaci.
2) Si raccomanda, qualora sia possibile senza compromettere la qualità
dell’informazione diagnostica, di contenere la attività somministrata
al di sotto dei LDR.
3) I LDR indicati si riferiscono a prestazioni e radiofarmaci di frequente
utilizzazione. Per prestazioni non riportate od altri radiofarmaci si raccomanda
di seguire le indicazioni delle Associazioni Scientifiche di Medicina Nucleare
(AIMN e Associazioni internazionali)
4) In caso di massa corporea minore di 60 Kg e in particolare nei bambini
si raccomanda di ridurre l’attività somministrata secondo il
seguente schema (EANM):
Massa corporea Kg |
% dell'attività somministrata all'adulto |
Massa corporea Kg |
% dell'attività somministrata all'adulto |
Massa corporea Kg |
% dell'attività somministrata all'adulto |
3 |
10 |
22 |
50 |
42 |
78 |
4 |
14 |
24 |
53 |
44 |
80 |
6 |
19 |
26 |
56 |
46 |
82 |
8 |
23 |
28 |
58 |
48 |
85 |
10 |
27 |
30 |
62 |
50 |
88 |
12 |
32 |
32 |
65 |
52-54 |
90 |
14 |
36 |
34 |
68 |
56-58 |
95 |
16 |
40 |
36 |
71 |
60-70 |
100 |
18 |
44 |
38 |
73 |
||
20 |
48 |
40 |
76 |
5) Per i seguenti radiofarmaci è comunque necessario per non pregiudicare
l’informazione diagnostica che, anche nei bambini, le quantità
radioattive somministrate non vengano ridotte al di sotto dei livelli minimi
qui indicati in MBq: 67Ga: 10; 123I-ioduro (tiroideo): 3; 123I-hippuran:
10; 123I-MIBG: 35; 99mTc-colloidi (fegato): 15; 99mTc-colloidi (midollo
osseo): 20; 99mTc-DTPA (rene): 20; 99mTc-DMSA: 15; 99mTc-difosfonati:40;
99mTc-IDA: 20; 99mTc-HMPAO: 100; 99mTc-leucociti: 40; 99mTc-MAA: 10; 99mTc-pertecnetato
(divert. di Meckel): 20; 99mTc-pertecnetato (tiroide): 10; 99mTc-emazie
(blood pool): 80.
ALLEGATO III
Procedure di giustificazione e di ottimizzazione della ricerca scientifica
comportante esposizioni a radiazioni ionizzanti
1. Definizioni
Ricerca medica e biomedica con radiazioni:
Ogni indagine sistematica nel campo della salute volta a sviluppare ed o
contribuire la conoscenza e la pratica medica che comporta esposizione a
radiazioni ionizzati di volontari.
Beneficio diretto:
Ogni beneficio, concernente la conservazione della salute o il suo ripristino,
che il volontario esposto per motivi di ricerca possa conseguire a seguito
della sua partecipazione: può riguardare vari aspetti tra i quali:
la prevenzione (prevenzione di reazioni avverse; individuazione di fattori
di rischio, ecc.), la diagnosi, la prognosi, l’impostazione e la condotta
della terapia, la palliazione della sofferenza, il miglioramento della qualità
di vita, l’aumento della sopravvivenza.
Pratica medica sperimentale:
Ogni procedura diagnostica o terapeutica innovativo e/o sperimentale effettuata
da un medico specialista sotto la sua diretta e personale responsabilità
e alla quale il malato liberamente consente nell’attesa di un beneficio
non altrimenti conseguibile
Sperimentatore.
Persona responsabile, per quel che sono le sue competenze, della conduzione
della ricerca presso un centro di sperimentazione.
Sperimentatore coordinatore:
Medico specialista che, avendo adeguata e riconosciuta competenza nella
materia trattata e nella radioprotezione delle persone esposte, assume la
responsabilità della programmazione della ricerca, della sua condotta
e delle sue conseguenze, del coordinamento degli sperimentatori e della
divulgazione dei risultati.
Nel caso la ricerca sia condotta da una sola persona, questa assume la responsabilità
dello sperimentatore coordinatore.
Centro di sperimentazione:
Struttura sanitaria come definita dal decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502 e successive integrazioni e modifiche presso la quale si svolge la
ricerca.
Nel caso di ricerca pluricentrica, struttura nella quale opera lo sperimentatore
coordinatore .
Ogni altra struttura oltre quelle citate che venga esplicitamente riconosciuta
idonea dal Ministero della sanità alla sperimentazione con radiazioni
ionizzanti su persone.
2.Principi generali e Consenso
La ricerca medica e biomedica con radiazioni ionizzanti deve essere eseguita
nel rispetto dei principi generali espressi nelle norme vigenti in materia
di ricerca biomedica ; essa deve altresì essere conforme ai principi
della pubblicazione 62 dell’ICRP (International Commission on Radiological
Protection).Resta, in ogni caso fermo quanto disposto nell’articolo
108 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230.
L’esposizione a radiazioni ionizzanti di volontari che partecipano
a programmi di ricerca medica e biomedica è possibile solo a seguito
di consenso liberamente espresso.
3. Autorizzazione
Prima di avviare un programma di ricerca medica o biomedica deve essere
acquisito il parere vincolante del Comitato Etico secondo quanto disposto
dal decreto ministeriale 18 marzo 1998, pubblicato nella Gazzetta ufficiale
n.122 del 28 maggio 1998.
Le pratiche sperimentali diagnostico-terapeutiche non richiedono preventiva
autorizzazione, ma devono venir notificate al Comitato Etico dell’azienda
sanitaria od ospedaliera di riferimento, unitamente agli elementi che le
giustificano e al consenso dei pazienti. Il Comitato Etico ha facoltà
di sospenderne in ogni momento l’effettuazione, dandone motivazione
e inviandone comunicazione al responsabile legale della struttura in cui
viene effettuata la pratica sperimentale..
4. Giustificazione
La ricerca con radiazioni ionizzanti su persone deve venir giustificata
sulla base del beneficio diretto che può derivarne per le persone
esposte o, allorché questo non sia ipotizzabile, sulla base dell’utilità
sociale dei risultati conseguibili.
Non è ipotizzabile beneficio diretto nel caso di ricerche utilizzanti
volontari sani. Ad essi sono equiparati i pazienti con patologia non coerente
con l’oggetto della ricerca.
Allorché non è ipotizzabile beneficio diretto la giustificazione
deve essere particolarmente accurata e tenere conto dell’utilità
sociale attesa. Oltre al rischio da radiazioni va considerato anche ogni
altro rischio associato od aggiuntivo che la ricerca possa comportare. In
tali casi si applicano, comunque, i limiti di dose stabiliti per le persone
del pubblico.
Le pratiche sperimentali diagnostico-terapeutiche sono giustificate in base
a dati, reperibili nella letteratura scientifica internazionale, che permettano
di ipotizzarne l’utilità.
In questi casi il medico sperimentatore può, sotto la sua diretta
responsabilità impiegare procedure apparecchiature o radiofarmaci
per una indicazione o una via di somministrazione diversa da quella autorizzata
per l’immissione in commercio.
5 Ottimizzazione
Le procedure e le caratteristiche delle apparecchiatura utilizzate vanno
dichiarate nel programma di ricerca. La permanenza dei requisiti di qualità
nel corso della ricerca deve essere verificata con la periodicità
dichiarata nel programma stesso.La dose efficace ai volontari partecipanti
deve essere contenuta nel livello minimo compatibile con l’ottenimento
del fine della ricerca ed essere essere dichiarata nel programma di ricerca
.
Lo sperimentatore coordinatore assume la responsabilità che le esposizioni
vengano effettuate secondo norme di buona tecnica.
6 Divieti e limiti
Le donne con gravidanza accertata o sospetta sono escluse dalla partecipazione
a ricerche con radiazioni ionizzanti.
Le donne che allattano al seno sono escluse da ricerche che comportino somministrazione
di radionuclidi o radiofarmaci.
Soggetti in età infantile possono venire utilizzati solo per ricerche
su patologia propria dell’età infantile di cui siano affetti
e nell’ipotesi di un beneficio diretto. E’ d’obbligo il
consenso scritto del responsabile legale dell’infante.
I soggetti sani di età minore e comunque gli incapaci di consapevole
e libero consenso non possono partecipare a ricerche con radiazioni, salvo
quando strettamente indispensabili allo studio di specifiche patologie,
ed in tal caso con il consenso scritto del tutore.
E’ vietata l’esposizione per ricerca di persone che abbiano
già ricevuto esposizioni a radiazioni ionizzanti in precedenti programmi
di ricerca e per le quali non siano prospettabili benefici diretti.
7 Vincoli di dose e particolari prescrizioni
I vincoli di dose per i volontari sani per i quali non sia ipotizzabile
un beneficio diretto, sono basati sulle indicazioni della Commissione Europea
"Radiation Protection 99 – Guidance on medical exposure in medical
and biomedical reaserch". Resta, in ogni caso fermo quanto disposto
nell’articolo 108 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.230.
Quando siano prospettabili benefici diretti il medico specialista responsabile
delle esposizioni programma individualmente, sottoponendoli alla decisione
del Comitato Etico, vincoli di dose che tengano conto di quanto riportato
nella letteratura scientifica internazionale. Le inerenti indicazioni devono
esser riportate nel programma di ricerca.
Non sono sottoposti alla disciplina del decreto ministeriale 28 luglio 1977
pubblicato nella Gazzetta ufficiale n.216 del 25 agosto 1977 i radiofarmaci
utilizzati per ricerca per i quali siano disponibili sufficienti dati sulla
qualità e sulla sicurezza di impiego nell’uomo in rapporto
alla indicazione proposta per la ricerca. In tal caso lo sperimentatore
coordinatore dichiara, e il Comitato Etico accerta, che siano rispettate
le condizioni di affidabilità, con le inerenti specifiche , di cui
all’Allegato 1 del citato decreto.
ALLEGATO IV
Contenuti della formazione in radioprotezione
Fondamenti fisici della radiazione
Proprietà delle radiazioni ionizzanti
Interazioni delle radiazioni direttamente ionizzanti
Interazioni delle radiazioni indirettamente ionizzanti
Rischi da radiazione e dosimetria
Effetti biologici delle radiazioni
Analisi Rischi/Benefici
Ottimizzazione della dose
Dose assorbita, equivalente di dose, dose efficace e loro unità di
misura
RADIOPROTEZIONE
Normativa di radioprotezione
Uso dei dispositivi di protezione individuale
Esposizioni potenziali
Incidenti che implicano sovra esposizioni alle radiazioni ionizzanti.
PRATICHE RADIOLOGICHE CHE RICHIEDONO SPECIALE ATTENZIONE
Gravidanza potenziale e gravidanza in atto
Neonati e infanzia
Ricerca medica e biomedica
Attività di screening
Tecniche che implicano l’impiego di altre dosi
GESTIONE DEL PAZIENTE E SUA RADIOPROTEZIONE
Giustificazione ed esposizione individuale.
Consenso informato
Utilizzo appropriato di precedenti informazioni cliniche e tecniche e procedure
alternative
Definizione ed utilizzo dei livelli diagnostici di riferimento.
RADIODIAGNOSTICA
Elementi di tecnica radiologica
Raggi X (natura e produzione)
Scelte ed uso di apparecchiatureper radiodiagnostica
Fattori che influenzano la dose di radiazioni
Dosimetria
Assicurazione e controllo di qualità.
Fluoroscopia
Fluoroscopia digitale
T.C.
Procedure interventistiche
Imaging vascolare
Qualità dell’immagine in rapporto alla dose
Corretto utilizzo dei mezzi di contrasto
RADIOTERAPIA
Produzione di radiazioni ionizzanti.
Radiobiologia
Indicazioni della radioterapia
Procedure e apparecchiature di radioterapia :
Dosimetria
Radiosensibilizzazione
Volumi bersaglio
Radioprotezione e normative specifiche per la Radioterapia
Effetti collaterali precoci e tardivi
MEDICINA NUCLEARE
Struttura atomica e radioattività
Decadimento radioattivo
Indicazioni delle indagini medico nucleari
Procedure, strumentazion e apparecchiature per la Medicina Nucleare
Assicurazione di qualità e controlli di qualità
Radiofarmaci
Preparazione di dosi individuali
Calibrazione delle dosi
Radioprotezione e normativa specifica in medicina nucleare
Protezione di organi a rischio
Gravidanza e allattamento
Disposizioni particolari per i pazienti portatori di radioattività
Procedure per i rifiuti radioattivi.
ALLEGATO V
I criteri di accettabilità della apparecchiature radiologiche (comprese
quelle di radioterapia) e di medicina nucleare sono quelle fissate nel documento:
Radioprotezione 91 edito dalla Commissione europea numero di catalogo CR-06-97-755-IT-c
ISBN 92-828-1142-5
ALLEGATO VI
Disposizioni specifiche per le esposizioni durante la gravidanza e l’allattamento
- Nei casi in cui la gravidanza è certa non e’ consentito l’impiego
di procedure che comporti l’irraggiamento dell’embrione o del
feto, tranne nei casi di necessità accertata o di urgenza.
Laddove non sia possibile rinviare l’indagine od il trattamento il
medico specialista deve:
- informare la donna dei possibili rischi , associati all’esposizione,
per l’embrione o il feto;
- nelle indagini diagnostiche con raggi X programmare l’ottenimento
dell’informazione desiderata, con il minor numero possibile di proiezioni,
riducendo al minimo la durata della scopia o il numero di scansioni nel
caso di esami tomografici con tecnica convenzionale, procedendo ad un’accurata
collimazione ed escludendo dal fascio diretto schermando, ove possibile,
il prodotto del concepimento;
- nelle indagini di medicina nucleare programmare l’ottenimento dell’informazione
desiderata ponendo particolare attenzione alla scelta del tracciante, riducendo
al minimo l’attività somministrata ed accelerando ove possibile
l’eliminazione del radiofarmaco.
- Se esiste incertezza sullo stato di gravidanza e non è possibile
rinviare l’indagine o il trattamento questo deve essere effettuato
seguendo le raccomandazioni indicate al punto precedente.
· Nel caso di somministrazione di radiofarmaci a donne che allattano
al seno il medico prescrivente e, al momento dell’indagine o del trattamento,
il medico specialista deve informare la donna degli effetti che lo specifico
radiofarmaco somministrato può avere sul lattante, e deve valutare
l’opportunità di sospendere l’allattamento in via definitiva
o temporanea in relazione allo specifico radiofarmaco utilizzato.
Nei trattamenti di medicina nucleare, in cui può permanere nei pazienti
una elevata attività residua, il medico specialista può suggerire
di interporre un intervallo temporale tra irradiazione e concepimento.
Valutazione della dose all’utero.
Ai fini delle valutazioni di cui all’art. 10 comma 2 dovranno essere
adottati i seguenti citeri di valutazione.
Fatta salva la necessità di avvalersi di un esperto di fisica medica
secondo quanto stabilito dall’art. 6 comma 3, per gli esami radiodiagnostici
di cui è nota la tecnica impiegata (kV- mAs) potranno essere utilizzate
le seguenti tabelle:
Diagnostica convenzionale:
per indagini eseguite ad una distanza fuoco-rivelatore di circa 1 m proiezione
AP/PA per indagini in cui l’utero è nel fascio primario.
|
Tensione (kV) |
Prodotto Corrente-tempo (mAs) |
Dose assorbita dall'utero (mSv) |
|
70 |
1 |
0,04 |
|
90 |
1 |
0,1 |
|
110 |
1 |
0,2 |
La dose assorbita aumenta proporzionalmente al prodotto corrente-tempo.
Tensione (kV) |
Prodotto Corrente-tempo (mAs) |
Dose assorbita all'utero mSv) |
120-130 |
1 |
0,1 |
La dose assorbita aumenta proporzionalmente al prodotto corrente-tempo.
Valutazione
della dose nell'attività di Radiodiagnostica
Nella tabella seguente sono riportati valori tipici delle dosi assorbite
da determinati tessuti in alcuni esami radiologici (1)
| esame RX |
Equivalente
di dose al feto (mSv)Valore medio |
Equivalente
di dose al feto(mSv)Valore massimo |
| Rx convenzionale | ||
| Torace | <0,01 |
<0,01 |
| Cranio | <0,01 |
<0,01 |
| Addome (solo AP) | 1,4 |
4,2 |
| Colonna dorsale | <0,01 |
<0,01 |
| Colonna lombare | 1,7 |
10 |
| Pelvi | 1,1 |
4 |
| Urografia | 1,7 |
10 |
| Clisma opaco | 6,8 |
24 |
| Digerente | 1,1 |
5,8 |
| Esami CT | ||
| CT Pelvi | 25 |
79 |
| CT Cranio | <0,005 |
<0,005 |
| CT Torace | 0,06 |
0,96 |
| CT Addome | 8 |
49 |
| Pelvimetria | 0,2 |
0,4 |
| Medicina nucleare | ||
| 99m-Tc-difosfonato (MDP) (scintigrafia ossea) | 3,3 |
4,6 |
| 99m-Tc-macrosfere (polmonare perfusionale MAA) | 0,2 |
0,4 |
| 99m-Tc ventilazione polmonare (aerosol) | 0,3 |
1,2 |
| 99m-Tc scintigrafia renale (DTPA) | 1,5 |
4,0 |
| 99m-Tc pertecnetato (scint. tiroidea) | 0,7 |
1,6 |
| 99m-Tc scintigrafia cardiaca dinamica (RBC) | 3,4 |
3,7 |
| 131-I per ricerca di metastasi tiroidee | - |
22 |
| 67-Ga citrato stadiazione tumorali | - |
|