Allegati D.Lgs. 626/94

DECRETO LEGISLATIVO 19 settembre
1994, n. 626 e successive modificazioni
ALLEGATO XIII - Specifiche per processi industriali.
Agenti biologici del gruppo 1
Per le attività con agenti biologici del gruppo 1, compresi
i vaccini spenti, si osserveranno i principi di una buona sicurezza
ed igiene professionali.
Agenti biologici dei gruppi 2, 3 e 4.
Può risultare opportuno selezionare ed abbinare specifiche
di contenimento da diverse categorie tra quelle sottoindicate, in
base ad una valutazione di rischio connessa con un particolare processo
o parte di esso.
| A. Misure di contenimento |
B. Livelli
di contenimento |
| 2 |
3 |
4 |
1. Gli organismi vivi devono essere manipolati in un sistema
che separi fisicamente il processo dall'ambiente |
Sì |
Sì |
Sì |
2. I gas di scarico del sistema chiuso
devono essere trattati in modo da: |
ridurre al minimo le emissioni |
evitare le emissioni |
evitare le emissioni |
| 3. Il prelievo di campioni, l'aggiunta di materiali in un sistema
chiuso e il trasferimento di organismi vivi in un altro sistema
chiuso devono essere effettuati in modo da: |
ridurre al minimo le emissioni |
evitare le emissioni |
evitare le emissioni |
| 4. La coltura deve essere rimossa dal sistema chiuso solo dopo
che gli organismi vivi sono stati: |
inattivati con mezzi collaudati |
inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati |
inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati |
| 5. I dispositivi di chiusura devono essere previsti in modo
da: |
ridurre al minimo le emissioni |
evitare le emissioni |
evitare le emissioni |
| 6. I sistemi chiusi devono essere collocati in una zona coltrollata: |
Facoltativo |
Facoltativo |
Sì e costruita all'uopo |
| a) Vanno previste segnalazioni di pericolo biologico |
Facoltativo |
Sì |
Sì |
| b) E' ammesso solo il personale addetto |
Facoltativo |
Sì |
Sì, attraverso camere di condizionamento
|
| c) Il personale deve indossare tute di protezione |
Sì tute da lavoro |
Sì |
Ricambio completo |
| d) Occorre prevedere una zona di decontaminazione e le docce
per il personale |
Sì |
Sì |
Sì |
| e) Il personale deve fare una doccia prima di uscire dalla zona
controllata |
No |
Facoltativo |
Sì |
| f) Gli effluenti dei lavandini e delle docce devono essere raccolti
e inattivati prima dell'emissione |
No |
Facoltativo |
Sì |
| g) La zona controllata deve essere adeguatamente ventilata per
ridurre al minimo la contaminazione atmosferica |
Facoltativo |
Facoltativo |
Sì |
| h) La pressione ambiente nella zona controllata deve essere
mantenuta al di sotto di quella atmosferica |
No |
Facoltativo |
Sì |
| i) L'aria in entrata e in uscita della zona controllata deve
essere filtrata con ultrafiltri (HEPA) |
No |
Facoltativo |
Sì |
| j) La zona controllata deve essere concepita in modo da impedire
qualsiasi fuoriuscita dal sistema chiuso |
No |
Facoltativo |
Sì |
| k) La zona controllata deve poter essere sigillata in modo da
rendere possibile le fumigazioni |
No |
Facoltativo |
Sì |
| l) Trattamento degli effluenti prima dello smaltimento finale
|
Inattivati con mezzi collaudati |
Inattivati con mezzi chimici o fisici collaudati |
Inattivati con mezzi fisici collaudati |
ALLEGATO XIV. Elenco delle attrezzature da sottoporre
a verifica:
1) scale aeree ad inclinazione variabile;
2) ponti mobili sviluppabili su carro;
3) ponti sospesi muniti di argano;
4) idroestrattori centrifughi con diametro esterno del paniere >
50 cm;
5) funi e catene di impianti ed apparecchi di sollevamento;
6) funi e catene di impianti ed apparecchi di trazione;
7) gru e apparecchi di sollevamento di portata > 200 kg;
8) organi di trazione, di attacco e dispositivi di sicurezza dei piani
inclinati;
9) macchine e attrezzature per la lavorazione di esplosivi;
10) elementi di ponteggio;
11) ponteggi metallici fissi;
12) argani dei ponti sospesi;
13) funi dei ponti sospesi;
14) armature degli scavi;
15) freni dei locomotori;
16) micce;
17) materiali recuperati da costruzioni sceniche;
18) opere sceniche;
19) riflettori e batterie di accumulatori mobili;
20) teleferiche private;
21) elevatori trasferibili;
22) ponteggi sospesi motorizzati;
23) funi dei ponteggi sospesi motorizzati;
24) ascensori e montacarichi in servizio privato;
25) apparecchi a pressione semplici;
26) apparecchi a pressione di gas;
27) generatori e recipienti di vapore d'acqua;
28) generatori e recipienti di liquidi surriscaldati;
29) forni per oli minerali;
30) generatori di calore per impianti di riscaldamento ad acqua calda;
31) recipienti per trasporto di gas compressi, liquefatti e disciolti.
ALLEGATO XV. Prescrizioni supplementari applicabili
alle attrezzature di lavoro specifiche
Osservazione preliminare
Le disposizioni del presente allegato si applicano allorche' esiste,
per l'attrezzatura di lavoro considerata, un rischio corrispondente.
Ai fini del loro adempimento ed in quanto riferite ad attrezzature
in esercizio, esse non richiedono necessariamente l'adozione delle
stesse misure corrispondenti ai requisiti essenziali applicabili alle
attrezzature di lavoro nuove.
1. Prescrizioni applicabili alle attrezzature di lavoro mobili, semoventi
o non semoventi.
1.1. Qualora il bloccaggio intempestivo degli elementi di trasmissione
d'energia accoppiabili tra un'attrezzatura di lavoro mobile e suoi
accessori e traini possa provocare rischi specifici, l'attrezzatura
di lavoro deve essere attrezzata o sistemata in modo tale da impedire
il bloccaggio degli elementi di trasmissione d'energia.
Nel caso in cui tale bloccaggio non possa essere impedito, dovra'
essere presa ogni precauzione possibile per evitare conseguenze pregiudizievoli
per i lavoratori.
1.2. Se gli organi di trasmissione di energia accoppiabili tra attrezzature
di lavoro mobili rischiano di sporcarsi e di rovinarsi strisciando
al suolo, si devono prevedere possibilita' di fissaggio.
1.3. Le attrezzature di lavoro mobili con lavoratore o lavoratori
a bordo devono limitare, nelle condizioni di utilizzazione reali,
i rischi derivanti da un ribaltamento dell'attrezzatura di lavoro:
a) mediante una struttura di protezione che impedisca all'attrezzatura
di ribaltarsi di piu' di un quarto di giro,
b) ovvero mediante una struttura che garantisca uno spazio sufficiente
attorno al lavoratore o ai lavoratori trasportati a bordo qualora
il movimento possa continuare oltre un quarto di giro,
c) ovvero da qualsiasi altro dispositivo di portata equivalente.
Queste strutture di protezione possono essere integrate all'attrezzatura
di lavoro.
Queste strutture di protezione non sono obbligatorie se l'attrezzatura
di lavoro e' stabilizzata durante tutto il periodo d'uso, oppure se
l'attrezzatura di lavoro e' concepita in modo da escludere qualsiasi
ribaltamento della stessa.
Se sussiste il pericolo che il lavoratore trasportato a bordo, in
caso di ribaltamento, rimanga schiacciato tra parti dell'attrezzatura
di lavoro e il suolo, deve essere installato un sistema di ritenzione
del lavoratore o dei lavoratori trasportati.
1.4. I carrelli elevatori su cui prendono posto uno o piu' lavoratori
devono essere sistemati o attrezzati in modo da limitarne i rischi
di ribaltamento, ad esempio:
a) installando una cabina per il conducente;
b) mediante una struttura atta ad impedire il ribaltamento del carrello
elevatore;
c) mediante una struttura concepita in modo tale da lasciare, in
caso di ribaltamento del carrello elevatore, uno spazio sufficiente
tra il suolo e talune parti del carrello stesso per il lavoratore
o i lavoratori a bordo;
d) mediante una struttura che trattenga il lavoratore o i lavoratori
sul sedile del posto di guida per evitare che, in caso di ribaltamento
del carrello elevatore, essi possano essere intrappolati da parti
del carrello stesso.
1.5. Le attrezzature di lavoro mobili semoventi il cui spostamento
puo' comportare rischi per le persone devono soddisfare le seguenti
condizioni:
a) esse devono essere dotate dei mezzi necessari per evitare la messa
in moto non autorizzata;
b) esse devono essere dotate dei mezzi appropriati che consentano
di ridurre al minimo le conseguenze di un'eventuale collisione in
caso di movimento simultaneo di piu' attrezzature di lavoro circolanti
su rotaia;
c) esse devono essere dotate, qualora considerazioni di sicurezza
l'impongano, di un dispositivo di emergenza con comandi facilmente
accessibili o automatici che ne consenta la frenatura e l'arresto
in caso di guasto del dispositivo di frenatura principale;
d) quando il campo di visione diretto del conducente e' insufficiente
per garantire la sicurezza, esse devono essere dotate di dispositivi
ausiliari per migliorare la visibilita';
e) le attrezzature di lavoro per le quali e' previsto un uso notturno
o in luoghi bui devono incorporare un dispositivo di illuminazione
adeguato al lavoro da svolgere e garantire sufficiente sicurezza ai
lavoratori;
f) le attrezzature di lavoro che comportano, di per se' o a causa
dei loro carichi o traini, un rischio di incendio suscettibile di
mettere in pericolo i lavoratori, devono essere dotate di appropriati
dispositivi antincendio a meno che tali dispositivi non si trovino
gia' ad una distanza sufficientemente ravvicinata sul luogo in cui
esse sono usate;
g) le attrezzature di lavoro comandate con sistemi immateriali devono
arrestarsi automaticamente se escono dal campo di controllo;
h) le attrezzature di lavoro telecomandate che, usate in condizioni
normali possono comportare rischi di urto o di intrappolamento dei
lavoratori devono essere dotate di dispositivi di protezione contro
tali rischi, a meno che non siano installati altri dispositivi per
controllare il rischio di urto.
2. Prescrizioni applicabili alle attrezzature di lavoro adibite al
sollevamento di carichi.
2.1. Gli accessori di sollevamento devono essere contrassegnati in
modo da poterne identificare le caratteristiche essenziali ai fini
di un'utilizzazione sicura.
Se l'attrezzatura di lavoro non e' destinata al sollevamento di persone,
una segnalazione in tal senso dovra' esservi apposta in modo visibile
onde non ingenerare alcuna possibilita' di confusione.
2.2. Le macchine per il sollevamento o lo spostamento di persone
devono essere di natura tale:
a) da escludere qualsiasi rischio di schiacciamento, di intrappolamento
oppure di urto dell'utilizzatore, in particolare i rischi dovuti a
collisione accidentale;
b) da garantire che i lavoratori bloccati in caso di incidente nell'abitacolo
non siano esposti ad alcun pericolo e possano essere liberati.
Allegato XV-bis (art. 88-octies, comma 1, art.
88-novies, comma 2, lettera c)
(allegato aggiunto dal D. Lgs. 233/2003)
RIPARTIZIONE DELLE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI ATMOSFERE ESPLOSIVE
Osservazione preliminare
Il sistema di classificazione che segue si applica alle aree in cui
vengono adottati provvedimenti di protezione in applicazione degli
articoli 88-quater, 88-quinquies, 88-octies e 88-novies.
1. Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive.
Un'area in cui puo' formarsi un'atmosfera esplosiva in quantita' tali
da richiedere particolari provvedimenti di protezione per tutelare
la sicurezza e la salute dei lavoratori interessati e'
considerata area esposta a rischio di esplosione ai sensi del titolo
VIII-bis.
Un'area in cui non e' da prevedere il formarsi di un'atmosfera esplosiva
in quantita' tali da richiedere particolari provvedimenti di protezione
e' da considerare area non esposta a rischio di esplosione ai sensi
del titolo VIII-bis.
Le sostanze infiammabili e combustibili sono da considerare come sostanze
che possono formare un'atmosfera esplosiva a meno che l'esame delle
loro caratteristiche non abbia evidenziato che esse, in miscela con
l'aria, non sono in grado di propagare autonomamente un'esplosione.
2. Classificazione delle aree a rischio di esplosione.
Le aree a rischio di esplosione sono ripartite in zone in base alla
frequenza e alla durata della presenza di atmosfere esplosive.
Il livello dei provvedimenti da adottare in conformita' dell'allegato
XV-ter, parte A, e' determinato da tale classificazione.
Zona 0.
Area in cui e' presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente
un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze
infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.
Zona 1.
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva, consistente in
una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas,
vapori o nebbia, e' probabile che avvenga occasionalmente durante
le normali attivita'.
Zona 2.
Area in cui durante le normali attivita' non e' probabile la formazione
di un'atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di
sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia o, qualora
si verifichi, sia unicamente di breve durata.
Zona 20.
Area in cui e' presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente
un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile
nell'aria.
Zona 21.
Area in cui la formazione di un'atmosfera esplosiva sotto forma di
nube di polvere combustibile nell'aria, e' probabile che avvenga occasionalmente
durante le normali attivita'.
Zona 22.
Area in cui durante le normali attivita' non e' probabile la formazione
di un'atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile
o, qualora si verifichi, sia unicamente di breve durata.
Note.
1. Strati, depositi o cumuli di polvere combustibile sono considerati
come qualsiasi altra fonte che possa formare un'atmosfera esplosiva.
2. Per "normali attivita'" si intende la situazione in cui
gli impianti sono utilizzati entro i parametri progettuali.
3. Per la classificazione delle aree si puo' fare riferimento alle
norme tecniche armonizzate relative ai settori specifici, tra le quali:
EN 60079-10 (CEI 31-30) per atmosfere esplosive in presenza di gas;
EN 50281-3 per atmosfere esplosive in presenza di polveri combustibili".
Allegato XV-ter (art. 88-octies, comma 2,
art. 88-novies, comma 2, lettera d), art. 88-decies, commi 1 e 2)
(allegato aggiunto dal D. Lgs. 233/2003)
A. PRESCRIZIONI MINIME PER IL MIGLIORAMENTO DELLA PROTEZIONE DELLA
SICUREZZA E DELLA SALUTE DEI LAVORATORI CHE POSSONO ESSERE ESPOSTI
AL RISCHIO DI ATMOSFERE ESPLOSIVE
Osservazione preliminare
Le prescrizioni di cui al presente allegato si applicano:
a) alle aree classificate come pericolose in conformita' dell'allegato
XV-bis, in tutti i casi in cui lo richiedano le caratteristiche dei
luoghi di lavoro, dei posti di lavoro, delle attrezzature o delle
sostanze impiegate ovvero i pericoli derivanti dalle attivita' correlate
al rischio di atmosfere esplosive;
b) ad attrezzature in aree non esposte a rischio di esplosione che
sono necessarie o contribuiscono al funzionamento delle attrezzature
che si trovano nelle aree a rischio di esplosione.
1. Provvedimenti organizzativi.
1.1. Formazione professionale dei lavoratori.
Il datore di lavoro provvede ad una sufficiente ed adeguata formazione
in materia di protezione dalle esplosioni dei lavoratori impegnati
in luoghi dove possono formarsi atmosfere esplosive.
1.2. Istruzioni scritte e autorizzazione al lavoro.
Ove stabilito dal documento sulla protezione contro le esplosioni:
a) il lavoro nelle aree a rischio si effettua secondo le istruzioni
scritte impartite dal datore di lavoro;
b) e' applicato un sistema di autorizzazioni al lavoro per le attivita'
pericolose e per le attivita' che possono diventare pericolose quando
interferiscono con altre operazioni di lavoro.
Le autorizzazioni al lavoro sono rilasciate prima dell'inizio dei
lavori da una persona abilitata a farlo.
2. Misure di protezione contro le esplosioni.
2.1. Fughe e emissioni, intenzionali o no, di gas, vapori, nebbie
o polveri combustibili che possano dar luogo a rischi di esplosioni
sono opportunamente deviate o rimosse verso un luogo sicuro o, se
cio' non e' realizzabile, contenuti in modo sicuro, o resi adeguatamente
sicuri con altri metodi appropriati.
2.2. Qualora l'atmosfera esplosiva contenga piu' tipi di gas, vapori,
nebbie o polveri infiammabili o combustibili, le misure di protezione
devono essere programmate per il massimo pericolo possibile.
2.3. Per la prevenzione dei rischi di accensione, conformemente all'articolo
88-quater, si tiene conto anche delle scariche elettrostatiche che
provengono dai lavoratori o dall'ambiente di lavoro che agiscono come
elementi portatori di carica o generatori di carica. I lavoratori
sono dotati di adeguati indumenti di lavoro fabbricati con materiali
che non producono scariche elettrostatiche che possano causare l'accensione
di atmosfere esplosive.
2.4. Impianti, attrezzature, sistemi di protezione e tutti i loro
dispositivi di collegamento sono posti in servizio soltanto se dal
documento sulla protezione contro le esplosioni risulta che possono
essere utilizzati senza rischio in un'atmosfera esplosiva. Cio' vale
anche per attrezzature di lavoro e relativi dispositivi di collegamento
che non sono apparecchi o sistemi di protezione ai sensi del decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 126, qualora possano
rappresentare un pericolo di accensione unicamente per il fatto di
essere incorporati in un impianto. Vanno adottate le misure necessarie
per evitare il rischio di confusione tra i
dispositivi di collegamento.
2.5. Si devono prendere tutte le misure necessarie per garantire che
le attrezzature di lavoro con i loro dispositivi di collegamento a
disposizione dei lavoratori, nonche' la struttura del luogo di lavoro
siano state progettate, costruite, montate, installate, tenute in
efficienza e utilizzate in modo tale da ridurre al minimo i rischi
di esplosione e, se questa dovesse verificarsi, si possa controllarne
o ridurne al minimo la propagazione all'interno del luogo di lavoro
e dell'attrezzatura. Per detti luoghi di lavoro si adottano le misure
necessarie per ridurre al minimo gli effetti sanitari di una esplosione
sui lavoratori.
2.6. Se del caso, i lavoratori sono avvertiti con dispositivi ottici
e acustici e allontanati prima che le condizioni per un'esplosione
siano raggiunte.
2.7. Ove stabilito dal documento sulla protezione contro le esplosioni,
sono forniti e mantenuti in servizio sistemi di evacuazione per garantire
che in caso di pericolo i lavoratori possano allontanarsi rapidamente
e in modo sicuro dai luoghi pericolosi.
2.8. Anteriormente all'utilizzazione per la prima volta di luoghi
di lavoro che comprendono aree in cui possano formarsi atmosfere esplosive,
e' verificata la sicurezza dell'intero impianto per quanto riguarda
le esplosioni. Tutte le condizioni necessarie a garantire protezione
contro le esplosioni sono mantenute.
La verifica del mantenimento di dette condizioni e' effettuata da
persone che, per la loro esperienza e formazione professionale, sono
competenti nel campo della protezione contro le esplosioni.
2.9. Qualora risulti necessario dalla valutazione del rischio:
a) deve essere possibile, quando una interruzione di energia elettrica
puo' dar luogo a rischi supplementari, assicurare la continuita' del
funzionamento in sicurezza degli apparecchi e dei sistemi di protezione,
indipendentemente dal resto dell'impianto in caso della predetta interruzione;
b) gli apparecchi e sistemi di protezione a funzionamento automatico
che si discostano dalle condizioni di funzionamento previste devono
poter essere disinseriti manualmente, purche' cio' non comprometta
la sicurezza. Questo tipo di interventi deve essere eseguito solo
da personale competente;
c) in caso di arresto di emergenza, l'energia accumulata deve essere
dissipata nel modo piu' rapido e sicuro possibile o isolata in modo
da non costituire piu' una fonte di pericolo.
2.10. Nel caso di impiego di esplosivi e' consentito, nella zona 0
o zona 20 solo l'uso di esplosivi di sicurezza antigrisutosi, dichiarati
tali dal fabbricante e classificati nell'elenco di cui agli articoli
42 e 43 del decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 1956,
n. 320.
L'accensione delle mine deve essere fatta elettricamente dall'esterno.
Tutto il personale deve essere fatto uscire dal sotterraneo durante
la fase di accensione delle mine.
2.11. Qualora venga rilevata in qualsiasi luogo sotterraneo una concentrazione
di gas infiammabile o esplodente superiore all'1 per cento in volume
rispetto all'aria, con tendenza all'aumento, e non sia possibile,
mediante la ventilazione o con altri mezzi idonei, evitare l'aumento
della percentuale dei gas oltre il limite sopraindicato, tutto il
personale deve essere fatto sollecitamente uscire dal sotterraneo.
Analogo provvedimento deve essere adottato in caso di irruzione massiva
di gas.
2.12. Qualora non sia possibile assicurare le condizioni di sicurezza
previste dal punto precedente possono essere eseguiti in sotterraneo
solo i lavori strettamente necessari per bonificare l'ambiente dal
gas e quelli indispensabili e indifferibili per ripristinare la stabilita'
delle armature degli scavi.
Detti lavori devono essere affidati a personale esperto numericamente
limitato, provvisto dei necessari mezzi di protezione, comprendenti
in ogni caso l'autoprotettore, i quali non devono essere prelevati
dalla dotazione prevista dall'articolo 101 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 320 del 1956 per le squadre di salvataggio.
B. CRITERI PER LA SCELTA DEGLI APPARECCHI E DEI SISTEMI DI PROTEZIONE
Qualora il documento sulla protezione contro le esplosioni basato
sulla valutazione del rischio non preveda altrimenti, in tutte le
aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive sono impiegati apparecchi
e sistemi di protezione conformi alle categorie di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n. 126.
In particolare, in tali aree sono impiegate le seguenti categorie
di apparecchi, purche' adatti, a seconda dei casi, a gas, vapori o
nebbie e/o polveri:
nella zona 0 o nella zona 20, apparecchi di categoria 1;
nella zona 1 o nella zona 21, apparecchi di categoria 1 o di categoria
2;
nella zona 2 o nella zona 22, apparecchi di categoria 1, 2 o 3.
Allegato XV-quater (art. 88-octies, comma 3)
(allegato aggiunto dal D. Lgs. 233/2003)
SEGNALE DI AVVERTIMENTO PER INDICARE LE AREE IN CUI POSSONO FORMARSI
ATMOSFERE ESPLOSIVE
| (Nota di AmbienteDiritto: L'immagine è
indicativa - fare riferimento alla G.U.) |
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Area in cui puo' formarsi un'atmosfera esplosiva
Caratteristiche:
forma triangolare;
lettere in nero su fondo giallo;
bordo nero (il colore giallo deve costituire almeno il 50% della superficie
del segnale).